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RELAZIONE SULLE MOTIVAZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA REVISIONE DELLO STATUTO


L'Ente e’ stato fondato nei primi del 1800 con il nome “Orfanotrofio Femminile, per il ricovero, mantenimento ed educazione di orfanelle povere.

I fondatori, sacerdoti e laici, fecero ottenere un rescritto pontifico del 12 giugno 1806, con il quale, si assegno' all'Ente le rendite della soppressa confraternita di San Carlo di Civitanova Marche.

Successivamente la direzione e l'amministrazione dell'Opera pia passo' alla Congregazione di Carità.

Detta congregazione amministro' e diresse l'Orfanotrofio fino al 1890, successivamente in base all'art.1 della Legge 17.7.1890, che ancora disciplina le IPAB, venne definito "Istituzione Pubblica di assistenza e beneficenza”. Da tale data l’amministrazione passo’ all’Ente Comunale di Assistenza e Beneficenza.

Il 15.02.61, moriva la Marchesa Udina Giannina, ved. Ricci, che lasciava all'Orfanotrofio Femminile tutti i suoi beni, in memoria di suo figlio Paolo.

Rispetto allo statuto del 1885, le finalità e gli scopi dell'Istituto sono variati, per adeguarsi al progresso, e all'evoluzione dei tempi. Con lo statuto approvato con atto n.45 del 26.11.70, tuttora vigente, si e’ estesa l’attività al recupero delle fanciulle minorate psichiche.

L’Ente viene denominato Istituto Femminile Paolo Ricci.

L’evoluzione dei tempi e le modificate condizioni di vita richiedono una ulteriore revisione dello statuto, in funzione anche dell’ampliamento del concetto di orfano, in quanto non e’ orfano solo chi non ha genitori, ma anche chi non e’ accettato dalla famiglia di origine, chi e’ emarginato, disadattato, abbandonato, chi si trova in una situazione di disabilità anche provvisoria.

Beneficiario dell’assistenza dovrà essere un povero”, e tale concetto va naturalmente rivisto in relazione all’evoluzione che il concetto di povertà ha subito nel corso dei tempi.

Oggi non si intende più povero solo chi e’ privo dei mezzi di sussistenza, ma anche colui che si trova, in condizione di povertà affettiva, fisica, ecc.

Il Consiglio di Amministrazione ritiene quindi opportuno, pur mantenendo come prioritaria la finalità originaria, una modifica dello Statuto che estenda la beneficenza e l’assistenza ad una più ampia categoria di soggetti.
 

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